La cottura della calce a Salcano ha una lunga tradizione. Nel 1876 ha inizio la produzione industriale della calce a Salcano. Fu allora che il mastro muratore e possidente Janez Marušič costruì un forno a produzione continua. Il forno produceva allora 13000 kg di calce viva al giorno.
La
SIA è tra le imprese più
antiche nel Goriziano. L'impresa si
è costituita subito dopo la Grande guerra, quando la
richiesta di calce e di altri materiali edili fu enorme. Nel
Goriziano quasi non c'era edificio che non fosse stato distrutto o pesantemente
danneggiato. Tra le due guerre e fino al 1947, quando il Litorale sloveno fu
congiunto con la madrepatria, l'impresa operava con la denominazione Fornace
calce Salcanese. Il primo proprietario dell'impresa
è stato il suo fondatore ing. Ribbi,
successivamente fino all'annessione da Luigi Tacchino. Dopo l'unificazione
del Litorale l'impresa fu denominata Solkanska industrija apna "Rdeča zvezda".
Nel periodo dal 1949 al 1952 la SIA fu inglobata nel cementificio di Anhovo che allora si chiamava "15.september - Industrija cementa, salonita in apna na Soči, Anhovo" (15 settembre - Industria del cemento, dell'eternit e della calce sull'Isonzo, Anhovo). Nel 1952 l'attività specifica fu estromessa dal cementificio di Anhovo e di Governo della Repubblica popolare di Slovenija costituì l'impresa Solkanska industrija apna, Solkan. Nel 1998 con le modifiche socioeconomiche l'impresa si trasformò in una società per azioni, dal 2005 invece si tratta di una società con responsabilità limitata di proprietà della Salonit Anhovo, S.p.A.
Il programma tradizionale dell'impresa lungo tutto la sua vita comprende la produzione di calce in pezzi e di calce idratata.
La
produzione di calce è aumentata anno
dopo anno dalle 3.000 alle 10.000 t prima della seconda guerra
mondiale e fino alle 25.000 t nel periodo fino al 1960 e fino a 85.000 t nel 1985
come conseguenza degli investimenti fatti nella cava e per la fornace e delle
trasformazioni tecnologiche.
I cambiamenti delle condizioni sociali ed economiche soprattutto negli anni '90 del secolo scorso e condizioni gestionali sempre più pesanti (spese, concorrenza) hanno provocato una diminuzione della produzione di calce (fino alle cca. 55.000 t all'anno). Con la diminuzione della produzione della calce l'impresa ha cercato altre possibilità di sopravivenza con programmi complementari: la produzione di calce spenta, di calce granulata e soprattutto di malte e coloranti.